La Forteguerriana. Una lunga storia attraverso i documenti

La mostra ripercorre la storia della Biblioteca Forteguerriana, la cui nascita è tradizionalmente datata 1473, anno in cui, grazie a un lascito del cardinale Niccolò Forteguerri (1419-1473), venne istituita la Pia Casa di Sapienza. Tuttavia, l’origine di quelle che saranno le raccolte della Forteguerriana risale già a cinquanta anni prima: infatti nel 1423, l’umanista pistoiese Sozomeno decise di favorire gli studi nella città natale destinando con il suo testamento all’Opera di San Iacopo i suoi preziosi manoscritti, trenta dei quali sono oggi conservati in Forteguerriana. La prima sede della Sapienza fu in una casa di proprietà dello Spedale di San Bartolomeo in Alpi; nel 1533 fu avviata la costruzione dell’attuale sede della biblioteca, il Palazzo della Sapienza, che fu successivamente ampliato nel XVIII secolo in seguito agli interventi dell’architetto pistoiese Giuliano Gatteschi. Un motuproprio granducale del 1777 soppresse la Pia Casa di Sapienza, il cui patrimonio fu destinato al Comune di Pistoia.
Il patrimonio della Forteguerriana aumentò notevolmente nel XIX secolo, quando la biblioteca acquisì nuclei librari provenienti da congregazioni ed enti soppressi, come il convento dei Minori Osservanti di Giaccherino e il Convento dei Cappuccini di S. Lorenzo. Si ebbero inoltre importanti lasciti da parte di studiosi e intellettuali. Tra le donazioni più importanti, figura quella del filantropo Niccolò Puccini (1799-1852), che lasciò alla Forteguerriana una biblioteca costituita da circa 4600 volumi, appartenuti anche al padre Giuseppe (1745-1818) e allo zio Tommaso (1749-1811), già direttore delle Gallerie fiorentine. La frequentazione della biblioteca era prevalentemente riservata a studenti e professori del Liceo, come Giosue Carducci, che vi insegnò nel 1860.
Gli impegni gestionali e la qualità dei servizi al pubblico faticarono a evolversi di pari passo con l’accrescimento della biblioteca: alla fine del XIX secolo l’istituto entrò in un periodo di crisi organizzativa. Le crescenti difficoltà portarono alla chiusura all’inizio degli anni ‘20 del XX secolo. Successivamente al trasferimento del Liceo nel 1924, la Forteguerriana fu completamente riorganizzata dal direttore Quinto Santoli «prendendo a modello le meglio ordinate biblioteche pubbliche governative».  La riapertura ebbe luogo nell’aprile del 1926.
Con l’istituzione della Provincia di Pistoia nel 1929, si rese ancor più necessario il completamento della trasformazione della ex biblioteca del Liceo in una vera e propria biblioteca di pubblica lettura, degna di un capoluogo di provincia. Fu anche grazie a questa congiuntura favorevole che la Cassa di risparmio decise di acquistare la ricchissima biblioteca di Ferdinando Martini (1841-1928) destinandola alla Forteguerriana. In questi anni furono inoltre acquisite raccolte fondamentali per la storia locale, come quelle degli eruditi pistoiesi Alberto Chiappelli, Alfredo Chiti e Guido Macciò. La cura di questa nuova e complessa realtà fu affidata alla gestione di un consorzio costituito dal Comune, dalla Provincia di Pistoia e dalla Cassa di risparmio di Pistoia.
La Forteguerriana è stata a lungo la biblioteca di riferimento per la città di Pistoia, accorpando le funzioni di biblioteca di pubblica lettura con quelle legate alla sua lunga tradizione storica. Con l’apertura della Biblioteca San Giorgio nel 2007, la Forteguerriana ha acquisito il ruolo di biblioteca storica di conservazione e documentazione locale, fungendo da istituto depositario della produzione editoriale della provincia di Pistoia in base alle leggi che regolano il deposito legale.

 

La mostra è articolata in 4 sezioni:

Una biblioteca per chi vuole studiare: dal lascito di Sozomeno al XVIII secolo

Tra XIX E XX secolo: il patrimonio della biblioteca si accresce grazie a importanti acquisizioni

Da biblioteca scolastica a biblioteca di pubblica lettura

La Forteguerriana nell’ultimo Secolo: una Biblioteca per la ricerca storica e la documentazione locale